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Alla scoperta del mondo con molte luci rosse e altrettante ombre dell’hardcore su Internet, dai siti pericolosi alle novità piccanti dei podcast Il sesso in rete è un po’ come Il grande fratello, che nessuno dice di guardare ma di cui tutti conoscono fatti e vicende. E i dati lo confermano, visto che il giro di affari del porno su Internet è di due miliardi e mezzo di dollari. Computer Magazine ha cercato di radiografare il variegato mondo dell’erotismo e della pornografia online. Un mondo con molte luci rosse e altrettante ombre: siti che promettono sesso gratis e offrono trappole per gli ingenui.
Hard per tanti
L’ultima edizione della Internet Pornography Statistics, compilata da Internet Filter Review sulla base dei dati raccolti da programmi per filtrare i contenuti a sfondo sessuale come Net Nanny www.netnanny.com o Cyber Patrol www.cyberpatrol.com riporta che i 2,5 miliardi di dollari che costituiscono il giro d’affari del porno in rete sono stati spesi da un esercito di settanta milioni di persone. Secondo l’indagine, i siti con contenuti pornografici sono più di quattro milioni e rappresentano il 12% del totale della rete. Le pagine con contenuto a luci rosse sono ben 372 milioni. Un paradiso. O un inferno, a seconda dei punti di vista. Anche perché navigare a casaccio su parecchi di questi siti può essere molto rischioso. E’ un mondo con molte luci rosse e altrettante ombre: siti che promettono sesso gratis e ci infilano nel computer un dialer, oppure trappole per topi che al posto di un trionfo di seni e gambe ci propinano virus, codici maligni e spyware. Fatto sta che ogni giorno partono, in tutto il mondo, 68 milioni di richieste di contenuti pornografici dai motori di ricerca: il 25% delle ricerche complessive. Italia: meno sesso in rete L’Italia è più o meno sulla stessa lunghezza d’onda e nel Bel Paese c’è un folto pubblico che una sbirciatina a siti forti la dà, se non spesso, almeno volentieri. Con un distinguo: non amiamo pagare per i contenuti espliciti, come si può rilevare dall’ultimo rapporto sulla pornografia di Eurispes, www.eurispes.it. Il giro di affari dei siti Web porno commerciali del 2002 è stato di 224 milioni di euro, passati a 310 milioni nel 2003. Il 2004 è stato l’anno del crollo, con una spesa di appena 181 milioni. Tirano molto di più le vendite e i noleggi dei film porno, con un mercato passato dei 226 milioni del 2003 ai 233 milioni del 2004. La ragione principale è la diffidenza tutta mediterranea ad usare la carta di credito per acquistare su Internet contenuti di ogni genere. A maggior ragione quelli erotici, visto che qualcuno potrebbe dover rendere conto a familiari di voci strane sul riepilogo della carta di credito.
Purché sia gratis
Se in Italia i siti a luce rossa a pagamento non sono molto gettonati, la ricerca di pagine che offrano contenuti espliciti gratis è piuttosto intensa. Ma tutt’altro che fruttuosa. I più ingenui potrebbero essere tentati di partire da Google e digitare i termini più ovvi: “sesso” e “gratis”. Facciamolo ora: 3.550.000 pagine in italiano con queste due parole. Il primo risultato porta a www.sesso-gratis.st. Un portale che di gratis non ha proprio nulla: gira e rigira non troveremo che link ad altri siti e decine di dialer, i programmi che ci sconnettono dal numero del nostro provider per ricollegare il modem a numerazioni internazionali che costano anche tre euro al minuto, pronti a installarsi nel nostro pc in seguito a un nostro malaugurato e disattento “Ok”. Sesso Gratis adotta anche un sistema fastidioso che fa aprire decine e decine di finestre finché non si clicca per scaricare il dialer. Chi ha una linea Adsl o la fibra ottica non deve preoccuparsi di questi programmi, ma chi si collega con un modem rischia bollette con tanti zeri. Non va meglio con i successivi cento risultati di Google: niente sesso gratis, ma dialer e virus. Scripta Manent Nonostante il motore di ricerca sia uno dei sistemi più frustranti e scarsamente efficaci per trovare sesso facile in rete, le parole chiave con termini piccanti sono tra le più digitate su ogni motore. C’è un funzione non molto nota di Overture, consociata di Yahoo che offre alle aziende servizi di marketing legate ai motori di ricerca, che consente di verificare con quale frequenza una parola sia stata cercata e con quali varianti. Proviamo a digitare sesso nel campo che appare a questo indirizzo: inventory.it.overture.com/d/searchinventory/suggestion/. Non è il caso di riportare i termini trovati, ma i più curiosi possono provare di persona, scoprendo fantasiosi nuovi suggerimenti. Possiamo anche andare su Il Trovatore all’indirizzo http://search.iltrovatore.it/cgi-bin/spy.cgi per vedere in tempo reale le ultime dieci ricerche fatte dai navigatori, ma i risultati sono purgati dai termini di natura sessuale. Quando c’è andato Computer Magazine le ultime due erano “Laura Pausini” e “Racconti piccanti”. Altro di hard non è passato. Se i motori di ricerca non sono una buona idea per trovare il sesso gratis su Internet, potremmo accarezzare l’idea di andare a intuito, magari scrivendo tra www e .it o .com le parole più significative del vocabolario hard di cui siamo in possesso. Non è una buona idea nemmeno questa.
La fantasia non serve
Nonostante intensi sforzi di fantasia, scrivendo probabili domini come www.pene.it, www.sesso.it o www.supergnocca.com, i risultati sono deludenti. Chi ha registrato questi domini ne ha registrati migliaia di altri investendo molta più fantasia della nostra. Con l’obiettivo di catturare prede disposte ad aprire il portafoglio. Sull’home page del primo, che si può raggiungere anche scrivendo la meno elegante variante di cinque lettere dell’organo genitale maschile, campeggia la scritta “Ricevi subito la password per un accesso al contenuto Andrologia, Allungamento del Pene, Sessualità”. L’allungamento del pene è un classico dello spam, come il Viagra e il Cialis. Ci fa capire che da questo sito non dobbiamo aspettarci molto di concreto. E anche qui è in agguato un dialer. Curiosamente, chi ha registrato questo sito ne ha registrati centinaia d’altri come www.men.it, www.porno.it, www.hardclub.it, www.webcam.it. Aveva registrato nel 1998 anche il dominio www.playboy.it, ma nel 2002 ha perso la causa intentata da Playboy Products and Services International nel 1999 per uso abusivo del marchio come nome a dominio. www.sesso.it di primo acchito si presenta meglio, con un intrigante scritta in prima pagina che recita così: “video bionde per tutti coloro che non si accontentano dei soliti canoni dell'erotismo, per tutti i buongustai stanchi dei soliti filmati bionde che girano in rete, il nostro staff ha selezionato per te minuziosamente tantissimi video bionde gratis da guardare e scaricare sul proprio pc”. Tutto a pagamento, però. Trenta euro al mese, sganciabili con carta di credito o pagamento via telefono. Sul terzo sito non andiamoci proprio: come tanti altri tenta di installare un controllo ActiveX che bene non fa. Anzi, fa male perché nonostante Computer Magazine non abbia accettato volontariamente di scaricare o installare programmi, l’antivirus ci ha avvisato del tentativo di installazione di un dialer. La dubbia risorsa peer-to-peer Paradossalmente, le probabilità di ottenere gratuitamente un film a luci rosse sono più alte ricorrendo a un programma peer-to-peer e cercando di scaricare illecitamente film per famiglie dai titoli innocenti. Sono così tanti i buontemponi che cambiano il nome dei file che non è difficile scoprire che in realtà le fantasie del titolo “Fantasia”, più che disneyane sono di tutt’altra natura. E’ comunque un sistema piuttosto aleatorio. Resta il fatto che digitando in un programma come eMule la parola “sesso” si ottiene una lista di oltre cento film dai titoli che spaziano da “Sesso ai bordi di una piscina” a “La dea del…”. Attenzione però: anche i film hard, a meno che non siano amatoriali, sono coperti da diritti e scaricarli tramite un programma di questo genere è illegale. Evitiamo accuratamente di scaricare, anche se vergognosamente presenti nei circuiti del peer-to-peer, i file i cui nomi contengono anche vaghi richiami alla pedopornografia: lolita, fresh petal, preteen, underage… Non soltanto perché è eticamente inaccettabile, ma anche perché queste reti sono costantemente monitorate dalle forze dell’ordine. Che intervengono decisamente, ponendo sotto sequestro le attrezzature informatiche e i supporti di memoria di chi risulta aver scaricato, scambiato o venduto materiale di questo genere. A questo proposito dobbiamo ricordarci di proteggere con crittografica la nostra rete senza fili domestica, perché se un vicino scarica contenuti illeciti con il nostro account sarà molto difficile per noi dimostrare la nostra estraneità al reato. Il porno avanza tramite Podcast Nonostante Steve Jobs avesse dichiarato che su iTunes non ci sarebbero mai stati contenuti porno, la sessualità forte comincia a fare capolino tramite podcast anche in quella piazza virtuale. Tanto che qualcuno l’ha prontamente ribattezzato iPorn. Non c’è una rubrica apposita dedicata all’hard, ma se ricerchiamo la parola “sex” troveremo podcast con il bollino “explicit”, anche se molti sono soltanto audio. Abboniamoci gratuitamente a qualche podcast di questo genere, se lo vogliamo. Per renderci conto di quello che offre questa vetrina possiamo provare a sottoscrivere “open source sex” di Violet Blue, ad esempio. Non c’è ancora molto al momento, per la verità ed è tutto più erotico che porno. Ma il media è giovane e crescerà. Da tenere d’occhio anche Guba, www.guba.com, il nuovo motore di ricerca che indicizza, nel formato video utilizzato da iPod, i file su Usenet e ne permette il download con un abbonamento mensile di una quindicina di dollari. Per ora non ci sono ancora molti video erotici, ma Thomas McInerney, amministratore della società, ha dichiarato che l’offerta di Guba non trascurerà i contenuti caldi perché la pornografia è quello che gli utenti desiderano di più. Sempre a pagamento, ma apparentemente senza trucchi strani è il neonato PovPod, www.povpod.com, con un archivio di oltre duemila filmati che possiamo scaricare e archiviare direttamente in un iPod o in una Sony PSP. Provarlo per cinque giorni costa 5 dollari, con carta di credito. Non è il caso di usare la nostra carta di credito principale per pagamenti in siti che non riteniamo assolutamente sicuri: meglio una carta ricaricabile, come PostePay. Farla costa solo cinque euro e si può caricare solo con lo stretto necessario per eseguire una transazione. La frontiera anti porno Sulla rete della libertà la pornografia circola libera, anche se spesso a pagamento o con il trucco. Ma soffia sempre più forte il vento della censura anche in paesi al di sopra di ogni sospetto. Non sorprende, in fondo, che la Corea del Sud abbia appena arrestato un centinaio di persone che hanno diffuso in Internet materiale che “minaccia la morale pubblica” e abbia chiesto ai provider di bloccare con filtri i siti, locali o internazionali, che contengono materiale pornografico. E non stupisce più di tanto che uno stato conservatore come lo Utah abbia varato una norma che stabilisce la creazione di un elenco ufficiale di siti a luce rosse, in modo che i navigatori possano decidere con un apposito programma se accedervi o meno. Il mondo del porno online ha però tremato quando l’estate scorsa, la Corte Suprema inglese ha stabilito che la vendita di film hard tramite canali indiretti è illegale. Niente più acquisti online, in pratica. E’ per tutelare i minori: peccato che gli inglesi, di qualsiasi età, possano continuare a comperare dai siti del resto del mondo. I più pragmatici americani, ma anche l’Italia ne sa qualcosa a questo proposito, stanno invece pensando di applicare una tassa del 25% su tutto il pornoweb: dai servizi pay per view alla vendita di filmati online. Libera nos domini xxx Il quartiere a luci rosse nella grande ragnatela non ha ancora le fondamenta. ICANN aveva promesso lo scorso giugno che avrebbe preso in considerazione la proposta di creare domini con le famose tre x dell’hard. Aprendo di fatto la strada a una zona franca e chiaramente riconoscibile di domini che potrebbero spaziare da www.gnocca.xxx a www.tantosessogratis.xxx. Secondo alcuni, si tratterebbe di un sistema per arginare la pornografia e per consentire di creare validi filtri per chi non vuole che determinati siti vengano visualizzati, ad esempio, dai figli sul computer di casa. Secondo altri, la creazione di una desinenza .xxx sarebbe una sorta di forte legittimazione da parte di ICANN della pornografia in rete. Nel dubbio, nel corso del vertice di ICANN che si è tenuto in dicembre a Vancouver è stato deciso di non prendere nessuna decisione in attesa di ulteriori analisi affidate a uno specifico comitato consultivo. Arrivano i pornofonini La pornografia non rimane confinata su Internet e i computer di casa o degli uffici: si sposta in massa sui cellulari e sui palmari. Secondo Juniper Research nel 2005 il valore mondiale dell’hard core sui terminali mobili ha sfiorato gli 800 milioni di euro, con una crescita del 175% rispetto al 2004. Rj Mobile si sta organizzando per offrire un catalogo sempre più vasto di titoli a luce rosse da guardarsi sul telefonino in Inghlterra e Olanda e l’ISP americano Cingular Wireless pare stia mettendo a punto una piattaforma tecnologica per trasferire a pagamento filmati piccanti sui telefonini. E’ uno dei possibili modi di sfruttare la telefonia di terza generazione. L’Arabia Saudita, per evitare possibili malintesi, ha fatto immediatamente sapere che chi utilizza apparati 3G per scopi immorali verrà punito sulla base di leggi e normative che mettano d’accordo le nuove tecnologie e i vecchi valori. In Italia il mercato è piuttosto vivace: secondo Eurispes nel 2004 sarebbero stati spesi 140 milioni di euro per filmati pornografici destinati ai cellulari. Computer sicuro Se vogliamo avventurarci nella scoperta del sesso più o meno gratuito su Internet, è meglio che ci assicuriamo di avere gli strumenti giusti per difenderci da tutte le possibili insidie a cui andremo incontro: virus, spyware, troyan e compagnia bella. E’ fondamentale prima di tutto un buon antivirus, naturalmente. Ma prima di iniziare la navigazione è meglio scaricare subito le firme aggiornate. In secondo luogo installiamo un programma che ci difenda dagli spyware, i programmi che si infilano di nascosto nel nostro computer spiando le nostre abitudini di navigazione e rallentando il computer. Funziona anche con il sistema operativo in italiano. Meglio ancora scaricare e installare Ad-Aware, www.lavasoft.com, che nella versione Personal è gratuito e offre una valida protezione contro dialer, codici maligni, sistemi che tentando di sottrarre dati e indirizzi dal nostro computer, trojan e così via. Infine è prudente installare “Strumento di rimozione malware per Microsoft Windows”, aggiornato ogni secondo martedì del mese. Lo si trova nella sezione download di www.microsoft.it Cinque siti caldi
www.voyeurweb.com Ha alcune sezioni a pagamento, ma molte sono di libero accesso. Come “Exposed in public” che raccoglie le foto inviate dai navigatori. Unico requisito: devono essere immagini scattate in pubblico e il soggetto, quasi esclusivamente belle donne, deve essere il più possibile svestito.
http://eros.virgilio.it La directory di Virgilio dedicata all’eros può essere un punto di partenza per cercare un po’ di tutto: filmati hard, filmati soft, letteratura erotica, sesso amatoriale e così via. Se non vogliamo il porno ma solo belle donne vale la pena di visitare la sezione dedicata alle celebrità.
www.book-mark.net Gli autori di questo sito, che non contiene dialer o altri codici maligni, raccolgono i link alle pagine gratuite di centinaia di siti con contenuto altamente pornografico. Possiamo fare un tour a 360° nel mondo dei filmati e delle fotografie di ogni genere e specialità sessuale. Meglio usare una carta di credito ricaricabile. Non si sa mai.
www.homemadeporn.com Uno tra i primi siti con contenuti espliciti. Non propina dialer o contenuti dannosi per il computer, ma per accedere al vasto archivio di filmati e fotografie presenti nelle varie categorie bisogna sottoscrivere un abbonamento che costa 23 dollari per un mese o 45 dollari per tre mesi.
http://www.pepablog.org/blog.php Creiamo il nostro blog pepato su Pepa Blog. E soprattutto leggiamo quelli degli altri. Tra i più attivi ci sono Feet Fantasy, Erostorie e Offlimits. Blog trasgressivi, fatti soltanto di parole. Ma si sa che il vero erotismo è fantasia, più che altro. E nella sezione “Pepatissimo” si può accedere alle videochat. 10 euro più Iva per trenta minuti, pagabili telefonicamente.
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